Giu 30

Il primo QSO in JT6M

Quante volte è capitato, a noi aficionados dei sei metri, di veder passare sul cluster uno spot commentato con “CQ JT6M”? A me personalmente tante volte. Mi sono chiesto quasi subito cosa fosse questo JT6M che veniva citato… E’ forse una stazione che chiama selettivamente la Mongolia (prefisso DXCC JT)? Ah! Sei bello a far la chiamata selettiva… aspetta e spera! Questo fu il mio primo pensiero e, per un pò, la curiosità verso JT6M cadde nel vuoto. Se non fosse che indagando e scavando di qua e di là, interrogando Google, moderno oracolo di Delfi, ho scoperto ad un certo punto che il JT6M è un modo di trasmissione digitale nato per sfruttare in modo efficace la propagazione meteor/iono-scatter nella banda dei 50 MHz.

Senza voler scendere nel dettaglio, lo farò in un prossimo post, il JT6M è un modo digitale ad alta efficienza, dove “alta efficienza” significa il poter decodificare segnali a livello di QRM. Significa anche che quando c’è propagazione nella nostra amata banda, con 5 W e la CP-6 si fanno 2000 Km. Per esempio, il QRB del mio QSO di questa mattina con CT1FJC è stato di 1765 Km, lavorando con 5 W ed una verticale…

Il software utilizzato è WSJT, sviluppato da Joe Taylor K1JT (WSJT significa infatti Weak Signals by Joe Taylor). E’ freeware, disponibile per Win, Linux, FreeBSD ed è scaricabile da qui. Per ulteriori approfondimenti vi rimando, per ora, al sito JT6M.ORG. Ma continuerò presto a parlarne, per ora mi accontento di accendere la vostra curiosità.

73 de Stefano

1 comment

    • Cri on 2 luglio 2008 at 9:52 pm

    Benissimo!
    Vorrà dire che scriverai un articolo anche per la nostra newsletter, che ne dici?
    73
    Cri

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