Apr 07

Muoia Sansone e tutti i Filistei

Sto quasi pensando di mandare tutto all’aria, vendere antenne ed apparati fintanto che hanno ancora un valore commerciale e dedicarmi ad altro. Tra l’amministratore che mi chiede delle certificazioni ma non mi dice quali, cosicché non so cosa richiedere e a chi, e le complicazioni che sorgono dal fatto che in condominio ciò che è mio non è mio ma è di tutti, mi sto scoraggiando. Per esempio: nella vecchia casa il tetto era di mia esclusiva proprietà, per cui ho fatto io anche i lavori di muratura necessari al montaggio dell’antenna. Qui non potrei, i lavori vanno fatti in un certo modo e quindi ci vuole il magutto (dal milanese magütt, cioè muratore) che vada sul tetto a fare il suo mestiere. E giù soldi. Poi, quasi sicuramente ci vorrà la perizia sui rischi di fulminazione diretta per stabilire se l’edificio sia autoprotetto, dopo l’aggiunta del traliccio, o meno. E giù altri soldi. Se poi non dovesse risultare autoprotetto dovrei far realizzare e certificare le opportune contromisure. E giù ancora altri, TANTI, soldi. Mettete caso che poi alla fine di tutto ciò io abbia ancora voglia di montare antenne ed andare in radio, in condominio ci srà sicuramente quello che salterà fuori a dire che da quando ho montato quella roba non vede più bene la tele (per quello che c’è da vedere mi dovrebbero ringraziare), il bambino non dorme più, il frigo fa rumore e la nonna ha le palpitazioni. Ed anche se sarò in regola, con la Legge dalla mia parte, con tutte le certificazioni necessarie, mi toccherà litigare e magari dover ricorrere anche alla Giustizia. E mi passa la voglia, tutto questo affanno per che cosa, in fondo?

Il condomino che dovesse per caso leggere queste righe però non canti vittoria troppo presto: sappia che gli renderò la vita impossibile, pur non uscendo dalla legalità ma anzi facendola rispettare: tanto per cominciare, via i condizionatori dalle facciate. La menate tanto con l’estetica poi appendete quei cosi in bella vista. Poi batterò il chiodo sulla differenziata: la “frazione umida” va raccolta nell’apposito sacchetto biodegradabile e non, come ho visto ancora domenica sera, in un sacchetto semplice di plastica che riportava ancora la dicitura “Banane Esselunga”. Non mi risulta che sia biodegradabile quel coso. E poi, sempre parlando di spazzatura, c’è quel modo di gestirla che mi lascia perplesso… ma non vorrete certo che ne parli su un blog, vero?

Lascia un commento

Your email address will not be published.