Nov 11

Il tempo che passa

Questo post è un doveroso saluto. Il micione che campeggia fiero e sornione sulla mia QSL, seduto senza tanti complimenti sul mio 897, non è più tra noi. Se n’è andato in punta di piedi, con la fierezza e l’orgoglio che contraddistinguono la sua razza, alla veneranda età di 19 anni ed un mese. Vecchio mio, non scrivo qui quello che già sai e che già t’ho detto quel giorno in cui capimmo che stavi per lasciarci, cose che forse già sapevi visto che in questi quasi 20 anni mi sono confidato più spesso  con te che con qualunque altro mio simile. Immagino sai, la facile ironia di chi potrebbe leggere queste righe: “NSE, sei fuori di testa, era solo un gatto!”. No, dopo 20 anni non eri “solo” un gatto, e lo sapevi bene. Che poi io sia fuori di testa non si discute: chi è “normale” non fa il radioamatore ma coltiva ortensie… comunque, vecchio Cala, grazie per questi 20 anni di compagnia e di convivenza. Certo ho imparato di più da te che, per esempio ma non solo, da quella che fu la mia insegnante di diritto. Rifletto amaramente che con te se ne va anche la mia giovinezza, arrivasti che ero bambino, te ne sei andato il giorno prima del mio trentunesimo compleanno, lasciandomi qui vecchio, grasso e pelato. Segno del tempo che va veloce e non ritorna, che vuoi farci? Se esiste un aldilà per voi felini – e non vedo perché no: se deve esistere per l’uomo, che si fa esplodere nelle metropolitane, che nel nome di un dio o di un’idea tortura ed ammazza i suoi simili, non vedo perché non debba esserci per voi – spero, un giorno per me lontano “il giusto”, di poterti reincontrare. Hasta siempre, compagno gatto. E grazie di tutto.